mercoledì 15 febbraio 2012

LA FURIA DEI TITANI SI FA SEMPRE PIU' VICINA

Amo la mitologia classica, e la storia di Perseo e Andromeda, in particolare. Amo il cinema da effettacci speciali, meglio se americano, e trovo quell’Al calare delle tenebre di Jonathan Liebesman uno degli horror più belli degli ultimi anni. In una sola frase, già amo La Furia dei Titani, sequel del pur piacevole Scontro fra Titani diretto da Louis Leterrier, che vede come regista, il giovane Liebesman. Il 30 marzo uscirà nelle sale italiane (ma anche quelle americane e britanniche) e io già non sto nella pelle, specie se sadicamente mi mostrano poster promozionali da urlo. La storia, è tra le più classiche e scontate, quindi, signori critici da The Artist si e War Horse no, evitate di dire la vostra: Perseo (Sam Worthington), che ora fa il pescatore e il papà, è costretto a tornare in missione per aiutare il padre Zeus (Liam Neeson) contro la furia dei titani, pronti ad abbandonare il Tartaro, guidati dal folle Kronos. Ad aiutarlo, l’intrepido Agenore (Toby Kebbell), la bella Andromeda (Rosamund Pike) e il Dio del fuoco Efesto (Bill Nighy). 

In alto, i protagonisti del film: da sin. Perseo (Sam Worthington), Andromeda (Rosamunde Pike), Agenore (Toby Kebbell), Ade (Ralph Fiennes) e Zeus (Liam Neeson). Sopra, un altro poster con Perseo a cavallo di Pegaso contro uno dei Titani.

CINESERIAL FACE - 3

Gente che passa dalla tv al cinema. Gente che dal cinema arriva alla tv. Gente che riesce a fare entrambe le cose. Alla faccia della crisi… <3^ puntata> 


ZOOEY DESCHANEL




















Chi è: la figlia di un direttore della fotografia, di un’attrice e, come se non bastasse, pure sorella minore di un’attrice (Emily, la protagonista del telefilm Bones), ovviamente residente a Los Angeles. Come poteva, una così, non sfondare nel mondo dello spettacolo? Come attrice? Ma anche come cantante, visto che, appassionata di musica com’è, canta e suona nel duo indie She & Him.
Cine: È il cinema che ce l’ha fatta conoscere, dal debutto in Quasi Famosi (2000) di Cameron Crowe, nel ruolo della ribelle Anita, all’insegnante di musica di Josh Hutcherson nel magnifico Un Ponte per Terabithia (2007) di Gabor Csupo, passando per i successoni di Yes Man (2008), di Peyton Reed, in cui era la donna di Jim Carrey e (500) giorni insieme (2009), di Marc Webb, in cui strappava il cuore a Joseph Gordon Levitt.
Serial: Ogni mercoledi alle 22:45 è su Fox con l’irresistibile comedy di cui è protagonista, New Girl, in cui è la nuova ragazza del titolo, Jess, giunta non solo a coabitare con tre strampalati giovani uomini, Nick, Schmidt e Winston, ma anche a sconvolgere ogni loro giornata, con i suoi modi di fare a dir poco surreali.

MATTHEW BOMER















Chi è: Un attore che vanta una schiera di fans lunga così. E, sicuramente, questo non è cambiato dopo quelle fans hanno scoperto in questi giorni che il loro Matt è gay, per sua stessa ammissione ad un recente evento di beneficenza in cui ha ritirato un premio, ma come aveva detto anche, senza essere mai troppo esplicito (Bomer è noto per la sua riservatezza) in altre interviste. Originario di Houston, se ne va a New York per fare l’attore, ed è lì che arriva un primo importante ingaggio, per la soap Sentieri.
Cine: Dal 17 febbraio è nelle nostre sale, nel ruolo del facoltoso (e anche molto generoso) Henry Hamilton nel fantascientifico In Time, diretto da Andrew Niccol, che ci prospetta un preoccupante futuro in cui pagheremo ogni singolo giorno del tempo che ci resta dopo aver compiuto 25 anni. Il cinema non se lo lascerà scappare tanto facilmente, se si considera che l’attore ha adesso in preparazione anche la comedy Big Mike (in uscita a Giugno negli USA), sul mondo degli stripper, con gente iperpompata come Channing Tatum e Maetthew McConaughey e il drammatico The Normal Heart (previsto per il 2014), diretto da Ryan “Glee” Murphy.
Serial: Dopo le sue partecipazioni a Tru Calling, Traveler e Chuck, ha ottenuto fama mondiale grazie al ruolo di Neal Caffrey, carismatico mago delle truffa in White Collar – Fascino criminale, in onda su Fox con la stagione 2 ogni lunedi alle 21. A breve lo vedremo anche in un episodio di Glee.

sabato 11 febbraio 2012

PER THE RIVER NON PENSATE A LOST. ANZI, SI

Le similitudini con la serie cult ci sono. Oh, se ci sono! Vedere (o leggere) per credere

Ok. Proprio io, dalle pagine web di edesubitoserial, per cui scrivo, avevo chiesto di lasciare in pace The River, partito il 7 febbraio negli States, su ABC (con ascolti modesti, pare) ed evitare di fare i soliti, abusatissimi ormai, confronti con LA serie di tutte le serie: Lost. Ma proprio io, voglio ricredermi e chiamare in causa il mio telefilm preferito perché Oren Peli, l’ideatore del serial ambientato in Amazzonia, lo ha già fatto in modo fin troppo sfacciato. È al Fumo Nero di Lost, quello che si scopre essere “animato” dalla Nemesi di Jacob, che ci viene da pensare immediatamente, quando vediamo in azione il terribile e misterioso fumo nero (non so come altro chiamarlo, abbiate pazienza) che semina il panico sulla fatiscente imbarcazione con cui Tess e il resto della ciurma sono partiti alla ricerca del compianto Emmet Cole. Lo stesso Smokey che agita gli alberi della foresta (che, per inciso, tolti quelli del pilot, saranno proprio quelli delle Hawaii) come ben ricordiamo nel telefilm cult, e inizia a sterminare i protagonisti. Così come le voci sibilanti, che in Lost abbiamo scoperto essere quelle delle anime incapaci di lasciare l’isola per “andare oltre” (cosa che, sembra stia capitando a tutti i serial sci-fi americani), che abbiamo modo di ascoltare anche qui, anche se qui gli autori si affrettano a chiarire di cosa si tratti, senza darci troppa suspence. Sbagliando. E il protagonista, il ribelle Lincoln (Joe Anderson), figlio arrabbiato di Emmet, che già di suo, pare fare il verso al Sawyer di Josh Holloway, uscendone malissimo, peraltro, quando se ne va a spasso per la giungla armato di fucile insieme all’amica Lena (versione bionda della sexy Kate di Evangeline Lilly?), mi riporta alla mente l’immagine dei non ancora piccioncini Sawyer e Juliet che cercavano di capire, vagando armati e disperati, come diavolo bloccare i continui spostamenti nel tempo e nello spazio dell’isola dei misteri. The River, con il deciso taglio da reality show (la squadra di salvataggio è costantemente seguita dalle telecamere), è interessante e avvincente, sia chiaro, ma senza dubbio assai debitore di Lost. Lo giuro: c’ho provato a non pensare a quella stramaledetta isola!  


Sopra, a sinistra, Eloise Mumford (Lena) e Joe Anderson (Lincoln) di "The River". A destra, Elizabeth Mitchell (Juliet) e Josh Holloway (Sawyer).

lunedì 6 febbraio 2012

7 VOLTI (GIOVANI) PER 7 FILM (IMPERDIBILI)

Puntano con decisione su personaggi giovanissimi (e sulle loro sofferenze)in questo periodo, a Hollywood. Ecco su chi punto io per questo mese di Febbraio.

ASA BUTTERFIELD

Il volto: A soli 14 anni, Asa (ma che razza di nome è?!) ha un curriculum invidiabile, che va dal ruolo di protagonista nello strappalacrime Il bambino con il pigiama a righe, che non ho ancora avuto il coraggio di vedere, a Tata Matilda e il grande botto. Il giovane attore britannico, insomma, recita da quando aveva 7 anni. E a chi gli fa notare che il successo di Hugo Cabret, di cui è la star, potrebbe ergerlo ai livelli di Harry Potter (ma ne dubito) lui risponde: “Ne io ne i miei personaggi somigliano al maghetto della Rowling e sinceramente un successo come quello di Daniel mi spaventerebbe”. Se, vorrei proprio vedè!
Il film: Hugo Cabret, di Martin Scorsese,(già nelle sale) tratto dal romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, di Brian Selznick, che appare come comparsa alla fine del film, lo vede nei panni del protagonista il cui nome da il titolo all’opera. Costretto a rifugiarsi in una stazione ferroviaria di Parigi, Hugo cerca di portare a termine un lavoro iniziato dal padre deceduto, la realizzazione di un’automa. E per farlo arriverà ad imbattersi nel grande, ma ormai dimenticato, George Méliès, che ora ha un negozio di giocattoli.
Imperdibile perché: Martin Scorsese, che già dovrebbe bastare come motivo, e la sua prima volta col 3D. La figura sempre affascinante per chiunque si dica appassionato di cinema di monsieur Méliès.

DEVIN BROCHU

Il volto: Talmente nuovo da non avere ancora un’età ufficialmente rilasciata sul web. Il giovane Devin, oggi alla sua grande occasione con Hesher è stato qui! È apparso sia in tivù in Joey e CSI: NY, che al cinema nella commedia La rivolta delle ex e il curioso horror Rubber. Ora, per lui ci sono 3 film in preparazione come il drammatico Welcome to people, con Michelle Pfeiffer e Chris Pine.
Il filmHesher è stato qui! (da venerdi 3 nelle sale italiane)racconta di un tredicenne, T.J.,interpretato da Brochu, in crisi per la morte della madre uccisa da un’incidente stradale.  Che poi s’imbatte in un individuo a dir poco scapestrato, Hesher, che lo tormenta e forse saprà anche aiutarlo.
Imperdibile perché: L’inedita amicizia tra un preadolescente e un giovane uomo porterà a risvolti sorprendenti. E Joseph Gordon Levitt che si conferma tra gli interpreti più interessanti della sua generazione.

SHAILENE WOODLEY

Il volto: è quello della ragazzina, oggi 21enne, che interpretava la sorellina di Marissa nel telefilm The OC, poi vista in Crossing Jordan e, di recente in La vita segreta di una teenager americana. Ma Alexander Payne l’ha scelta come figlia di George Clooney in Paradiso amaro e per lei si sono aperte le porte del cinema: la vedremo anche in The Monogamy experiment.
Il film: Altra tragedia, altra madre di famiglia per Paradiso amaro, nei cinema dal 17. Con la moglie finita in coma per un incidente in barca, Matt King (Clooney), fino a poco prima padre distratto, si ritrova, non senza difficoltà, ad occuparsi delle figlie Alexandra (la Woodley) e Scotty, la piccolina di casa. Tratto dal romanzo eredi di un mondo sbagliato, di Kaui hart Emmings.
Imperdibile perché: Payne ritorna alla regia dopo 6 anni e dopo il bel Sideways-in viaggio con Jack e soprattutto perché è in corsa per gli Oscar e, quando verrà battuto da The Artist, potremo decidere se arrabbiarci oppure no.

JEREMY IRVINE

Il volto:  Tipico di chi si crede fico, ma magri mi sbaglio e sotto sotto è un ragazzo sensibile e inoffensivo. 22 anni, britannico, conosciuto solo in Patria, e neanche tanto, per la serie inglese Life Bites. Poi, Steven Spielberg lo chiama per War Horse e anche per lui, le cose cambiano. Tre i film che lo attendono, come Now is good, che lo metterà a confronto con un altro volto giovanissimo, ma già celebre, quello di Dakota Fanning.
Il film:  Pure War Horse (che esce il 17) trae il racconto da un romanzo (di Michael Morpugo), omonimo e per un pubblico giovanissimo, e almeno ricorda a Spielberg che prima di mettersi a produrre ogni serie tv in circolazione faceva il regista. È la storia del giovane Albert che, pur di ritrovare l’amatissimo cavallo Joey, venduto nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale, sarà costretto ad andare al fronte e anche oltre.
Imperdibile perché:  Pure candidato agli Oscar, è annunciato come una grande prova per il buon vecchio Spielberg.

EZRA MILLER

Il volto: Un po’ cyber e cupo, quello di questo promettente attore appena 18enne. La parte dell’adolescente inquieto, qual è il Kevin di …e ora parliamo di Kevin, l’ha già avuta nel film City Island e in alcuni episodi del telefilm Californication. E Kevin gli è valso anche una candidatura ai British Independent Film Awards 2011, come attore non protagonista.
Il film: Diretto da Lynne Ramsay, con una strepitosa (e quando non lo è?) Tilda Swinton nei panni della madre del ragazzino del titolo, …e ora parliamo di Kevin ci racconta tutta la sofferenza e la follia del suddetto Kevin e dei due genitori, ormai incapaci di gestirlo, e anche un bel pò spaventati. Specie se il ragazzo s’improvvisa assassino.
Imperdibile perché:  Il già complicato rapporto tra figli e genitori è qui portato ad estreme conseguenze. E voi, con un figlio assassino, che fareste? Io e la regista Lynne Ramsay raccontiamo una storia estrema” spiega la Swinton  a Io donna, ma ferocemente ancorata a qualcosa di reale..

JOSH HUTCHERSON

Il volto: Più cresce e più si fa grosso e squadrato, facendo rimpiangere l’immagine angelica che aveva nel bellissimo Un Ponte per Terabithia, ma ciononostante, la carriera di Hutcherson, 21 anni, è in forte ascesa.  Negli ultimi anni è cresciuto sotto i nostri occhi in Viaggio al centro della Terra, Aiuto vampiro e I ragazzi stanno bene e ora è attesissimo nell’action fantascientifico Hunger Games.
Il film: Viaggio nell’isola misteriosa, di Brad Peyton, nelle nostre sale dal 24, vede Sean Anderson ,lo stesso del Viaggio con Brendan Fraser, seguire il patrigno Hank, impersonato da Dwayne Johnsonn, per andare alla ricerca del nonno scomparso nella leggendaria isola di cui parla Jules Verne. Per uno che ha il terrore dei ragni, per stessa ammissione di Josh, il ruolo è piuttosto curioso.
Imperdibile perché: Tra mari (che inghiottono navi da crociera) e Monti (che incoraggiano a scordarsi del posto fisso), un film che non è nient’altro che un colorato scacciapensieri ci vuole di sicuro!

TOBY REGBO

Il volto: Londinese di Hammersmith, 22enne, negli USA si è già insinuato grazie a piccoli ruoli in Harry Potter e i doni della morte: Parte I e nella commedia romantica One day, con Anne Hathaway, ma ora arriva per lui la parte da protagonista nel drammatico Un giorno questo dolore ti sarà utile, con la parte non facile di James Sveck, un adolescente solitario, ipersensibile e sessualmente confuso.
Il film: Anche in questo caso tratto da un romanzo, omonimo, di Peter Cameron, è diretto dal nostro Roberto Faenza ed è una coproduzione di Stati Uniti e Italia (c’è di mezzo Rai Cinema). Una famiglia disfunzionale composta da gente come Marcia Gay Arden (la madre), Peter Gallagher (il padre) e la vampira Jessica di True Blood, Deborah Ann Woll (la sorella), incapace di capire il figlio che a sua volta vuole solo estraniarsi da un mondo che non lo capisce e che lui stesso non capisce. Capito?
Imperidibile perché:  La profondità e la delicatezza della trama incuriosirà i più sensibili. Evitatelo se bollate certe importanti riflessioni esistenziali come semplici “pippe mentali”.

domenica 5 febbraio 2012

CINESERIAL FACE - 2

Gente che passa dalla tv al cinema. Gente che dal cinema arriva alla tv. Gente che riesce a fare entrambe le cose. Alla faccia della crisi… <2^ puntata>


GORAN VISNJIC

Chi è: Il tizio che gioca a scacchi (e non solo a quello) con Madonna nel video di The power of goodbye e che, l’anno dopo, ha preso il posto di George Clooney tra le corsie del County General Hospital di Chicago in E.R.-Medici in prima linea. Croato, 40 anni (gli avrei dato di più), diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica di Zagabria, sbarca negli USA poco più che ventenne.
Cine: Negli States, cerca e ottiene belle occasioni come The peacemaker (1997), con Nicole Kidman I segreti del lago (2001), con Tilda Swinton, e ora ne parlo perché è nel cast di Millennium – Uomini che odiano le donne, rifacimento americano dello stesso film di fattura svedese, tratto a volta sua dal libro omonimo di Stieg Larsson. Dirige (quello statunitense) David Fincher, recita, nella parte del protagonista, Daniel Craig, con cui Visnjic forse ce l’ha ancora a morte visto che tempo fa gli soffiò la parte del nuovo James Bond di Casino Royale. Nelle nostre sale dal 3/2.
Serial: In E.R. la sua parte era quella del dottor Luka Kovac, tormentato dalla sofferenza per aver perduto, ai tempi della guerra d’indipendenza in Croazia, moglie e figli. E poi anche la fede in Dio. Attualmente è recurring in Pan Am, nella parte del misterioso Niko Lonza.

PARMINDER NAGRA

Chi è: Una 37enne graziosa e bassina, britannica ma con origini chiaramente indiane, spostata con un fotografo a nome James Stenson e mamma di un bimbo di 3 anni.
Cine: Ha scarsa esperienza col grande schermo, eppure quello che fu il suo primo ruolo importante, la calciatrice Jess nella commedia Sognando Beckam (2002) le diede subito notorietà e anche una grossa occasione per cui fu molto invidiata: baciare, e fu il primo bacio di scena della sua carriera, l’astro nascente Jonathan Rhys Meyers, già un sex symbol.
Serial: Per sei stagioni, in quel di E.R. - Medici in prima linea, ha indossato il camice della dottoressa Neela Rasgotra, tenace, tenera e in breve uno dei personaggi più amati del serial ospedaliero, pur se giunta al decimo anno. Ora è la protagonista della nuova creatura di J.J. Abrams Alcatraz, in cui indossa un altro camice, quello del tecnico di laboratorio Lucy Banerjee che, niente niente si prepara a scacciare dal cuore di Hurley, la povera Libby, pur se ormai lontano dall’isola di Lost!



lunedì 30 gennaio 2012

DOVE SONO OGGI I NAUFRAGHI DI LOST?

Due fra i più amati protagonisti di Lost tornato sulle scene con questo fine Gennaio: Jorge Garcia (Hurley) in tv con il nuovo "Alcatraz", e Josh Holloway (Sawyer) al cinema con il quarto "Misson: Impossible". Ma tutti gli altri naufraghi? A quasi due anni dalla fine della serie stracult, dove sono oggi?

MATTHEW FOX > Jack – Dopo la parentesi teatrale della scorsa primavera a Londra, torna al cinema, dove si era già inserito con Speed Racer e Prospettive di un delitto, mentre ancora cercava di convincere disperato la sua Kate con un “we have to go back!!” a tornare sull’isola. Che lo attendeva a braccia aperte, il cinema, non l’isola, dato lo spessore dei film in cui lo vedremo: il crime I, Alex Cross, con Jean Reno, un nuovo zombie movie World War Z, con Brad Pitt e The Emperor, thriller politico ambientato in Giappone nel secondo dopoguerra, diretto da Peter Webber (La Ragazza con l’orecchino di perla).

JOSH HOLLOWAY > Sawyer – È in questi giorni nelle sale con Mission: Impossible -  Protocollo fantasma, quarto capitolo, il secondo firmato da J.J. Abrams, sulla saga cinematografica dell’agente Ethan Hunt (Tom Cruise, ovvio), nella parte dello spericolato Trevor Hanaway, ma al cinema i lost addicted andarono a vederlo anche nell’horror Whisper – Il respiro del diavolo.  Subito dopo Lost apparve come special guest nella puntata finale della season 2 di Community.

EVANGELINE LILLY > Kate – La splendida “lentiggini”, che prima della fine di Lost, ha recitato nei film Afterwards, thriller con John Malkovich e The Hurt Locker, di Kathryn Bigelow, vincitore di 6 Oscar tra cui miglior film nel 2010 e miglior regia, ha traslocato ufficialmente sul grande schermo. Prova ne sono il fantascientifico Real Steel – Cuori d’acciaio, nei panni dell’ “amica” di Hugh Jackman e l’attesissimo Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, in uscita a Dicembre, cui farà seguito, nel 2013 un altro capitolo che pure impegnerà la Lilly.

TERRY O’ QUINN > Locke – Sfumati i progetti delle serie Odd Jobs e Hallelujah, lo straordinario interprete di John Locke (nonché dell’ultima incarnazione di Nemesi), ruolo che gli valse nel 2007 un Emmy, si è “accontentato” di apparire in svariati episodi della seconda stagione di Hawaii Five-0, nella parte del comandante Joe White, dove ha ritrovato il collega Daniel Dae Kim.

MICHAEL EMERSON > Ben – Anche lui, come il collega che qui lo precede, vincitore di un Emmy grazie a Lost, nel 2009 e uno nel 2001 come guest di The Practice – Professione avvocati, dopo l’enigmatico e magnifico Benjamin Linus (indimenticabile mentre giurava, mentendo spudoratamente, di essere “Henry Gale from Minnesota!”), ha interpretato Andy, un uomo autistico in un episodio di Parenthood (un altro Emmy ci stava bene) prima di diventare il protagonista dell’ennesima produzione tv di J.J. Abrams, Person of Interest.

JORGE GARCIA > Hurley – Dal 30 Gennaio è su Premium Crime con Alcatraz, attesissima serie(quale prodotto di Abrams non lo è?) che lo farà tornare su di un’isola, per indagare stavolta, non per governarla, ma prima lo abbiamo visto apparire in E alla fine arriva mamma!, Fringe e in Mr. Sunshine. Ora ha in serbo il cortometraggio Spade e il film d’avventura When we were Pirates. E nel 2010, i Weezer hanno intitolato il loro album al suo Hurley (con tanto di faccione in primissimo piano in copertina).

HENRY IAN CUSICK > Desmond – Il dopo Lost l’ha passato in un paio di episodi di Law & Order: Special Victim Unit e da un po di mesi è sul set di Scandal, nuovo drama di Shonda Rimes, quella di Grey’s Anatomy, che affronta le spinose e delicate questioni degli scandali politici (e lui, accusato di molestie sessuali da una ex dipendente della ABC, di scandali ne sa qualcosa). Sarà per questo che non si decidono a farlo partire?

EMILIE de RAVIN > Claire – Nell’anno in cui era lontana dall’isola, l’attrice ha messo a segno bei colpi cinematografici: ha recitato, tra l’altro, in Nemico Pubblico, con Johnny Depp, e Remberer Me, con Robert Pattinson e ora la vedremo sia al cinema nella commedia romantica Love and other troubles e sia in tv in un episodio di C’era una volta (gli autori sono quelli di Lost), nei panni di Belle della Bella e la Bestia.

NAVEEN ANDREW > Sayid – L’iracheno che si ritrovava sempre a dover ammazzare qualcuno, alla fine è morto pure lui, ma il suo interprete, britannico, vivo e vegeto è apparso in un episodio di  Law & Order: Special Victim Unit nella parte di un detective e da poco si è aggiunto al cast della serie Sinbad.

DANIEL DAE KIM > Jin - Il primo tra i protagonisti rimasti fino alla fine ad aver trovato un ingaggio (sicuro): Hawaii Five-0, riuscito remake della serie anni 60/70, in cui è Chin Ho Kelly, uno dei 4 della task force messa insieme da Steve McGarrett. È impegnato in questo periodo anche come doppiatore per la serie animata de L’ultimo Dominatore dell’aria.

YUNJIIN KIM > Sun – Provate voi a pronunciare correttamente il titolo del film che l’ha vista impegnata subito dopo Lost: Sim-jang-i Ddwooin-da, pellicola drammatica e sudcoreana.  La rivedremo mai negli States?

 

 

DOMINIC MONAGHAN > Charlie – Morto annegato, contro la sua volontà, al termine del terzo ciclo, non prima di aver svelato a Desmond che quella in arrivo sull’isola non era la nave di Penny, appare in un episodio di Chuck, nel film X Men, Le origini : Wolverine e poi è regular in FlashForward, cancellato dopo appena una stagione. Dallo scorso anno ad oggi si è mosso fra la serie tv comedy Goonight Burbank, il videoclip di Love the way you lie, di Eminem, in cui faceva quello che a noi non è concesso con Megan Fox (certa gente ha tutte le fortune: per 5 anni è stato fidanzato con Evangeline Lilly!), i film The Day, Soldiers of fortune e il fantasy Blood, di cui è stato di recente annunciata la sua partecipazione.

 

 

ELIZABETH MITCHELL > Juliet – Inveisce con colorite verbalità contro un missile, lo fa esplodere e muore al termine della quinta serie. Dopo, il ruolo da protagonista, la coraggiosa agente dell’FBI Erica Evans, nelle 2 stagioni di V, remake di Visitors, 1 episodio di Law & Order: Special Victim Unit (abbiamo ragione di credere che gli autori amino particolarmente avere i “ostie” con loro) e il film tv Answer to nothing.

 

 

MICHELLE RODRIGUEZ > Ana Lucia – Per lei Lost è stato giusto una parentesi in tv (ha fatto la seconda stagione), neanche tanto felice, visto che alle Hawaii è stata arrestata per guida in stato di ebbrezza. Prima e dopo, per lei tanto cinema, in ruoli quasi esclusivamente da dura sboccata. Per lei The Breed – La razza del male, Avatar, Machete, World Invasion, Blacktino. Per il 2012 ha in programma una comedy, finalmente, InAPPropriate Comedy e i sequel di Resident Evil (quinto episodio) e Fast & Furious (sesto).

 

 

CYNTHIA WATROS > Libby – A me lei piace tanto, ed è inammissibile che un’attrice del suo talento, premiata con l’Emmy nel ’98 per la parte della perfida Annie nella soap Sentieri, non abbia ancora avuto una nuova, grossa occasione dopo Lost e la sua sfortunata Libby, vissuta solo nella seconda stagione e uccisa da quell’idiota di Michael.  Solo parti da guest star: dal meno recente, Gossip Girl, C.S.I., The Closer, Criminal Minds, La vita segreta di una teenager americana, Dr. House, dove è stata ricorrente nel ruolo di Sam Carr, ex moglie del dottor Wilson, Desperate Housewives e, per quest’anno, i film tv A smile as big as the moon e Elektrick Children.

 

 

NESTOR CARBONELL > Richard – So che ve lo state chiedendo ancora e no, non usa l’eyeliner e si, tornerà a vestire i panni del sindaco di Gotham City in The Dark Knight Rises. Dopo Lost, ci son stati due episodi del telefilm Psych, uno di Wilfred, e un ruolo principale in Ringer, la serie che ha segnato il ritorno di Sarah Michelle Gellar. Oltre al film su Batman, lo vedremo al cinema anche in Cristiada, insieme ad Eva Longoria ed Andy Garcia.

 

 

REBECCA MADER > Charlotte – Bellissima ma non per questo meno sfigata. Fatta fuori la rossa archeologa a inizio season 5, trova posto con un interessante ruolo da recurring in No Ordinary Family, che però viene cancellato alla prima stagione. Poi è regular in Work It, pure cancellato dopo pochi episodi. Nel mentre è apparsa in Covert Affairs, Friends with Benefits, Alphas, è anche in una bella web serie: Aim High.

 

JEREMY DAVIES > Daniel – Lasciatosi alle spalle il matematico Faraday, ucciso dalla sua stessa madre, Davies ha brillato in una serie di episodi di Justifield – L’uomo della legge, col ruolo del criminale Dickie Bennett nella seconda stagione, che gli è valso anche una candidatura all’ultima edizione degli Emmy come miglior guest star.

 

JEFF FAHEY > Frank – Lui, che al cinema deve la notorietà grazie al film del ’92 Il tagliaerbe, è tornato, dopo aver tratto in salvo Kate e pochi altri, al cinema con vari film, come Terror Trap, Machete, Blacktino (negli ultimi due, l’altra “losties” Rodriguez), The Sacred ma anche in tv con i film Marriage Retreat, Alien Tornado e come guest in Chuck e Law & order: Los Angeles.

 

KEN LEUNG > Miles – Dopo aver girato il pilot di Big Mike, con il Greg Grunberg di Heroes, visto anche in Lost nei panni del pilota del volo 815 Oceanic, purtroppo non più diventato un serial, è apparso in un episodio della seconda stagione di The Good Wife e sarà nel cast di una nuova comedy, ancora senza titolo, di NBC.

 

ADEWALE AKINNUOIE-AGBAJE > Mr. Eko – Impossibile ricordare il nome del possente interprete del finto prete nigeriano, ma è facile ricordare di averlo visto al cinema in G.I. Joe-La nascita dei Cobra e in tv in una puntata di Monk. A maggio lo vedremo nel film horror La Cosa e al momento gira Bullet to the Head, nuovo action con gente tosta come Sylvester Stallone e Jason Momoa e un nuovo telefilm: Nemesis

 

HAROLD PERRINEAU > Michael – Ancora grati per non doverlo più sentir strillare: “Waaaaalt!!!”, ma incapaci di perdonarlo per aver fatto fuori la mia Libby, Perrineau, che, poverino, con Michael ha poco a che spartire, ha fatto cinema (30 giorni di buio, Solo per vendetta) e tv (CSI:New York, e la nuova serie, da protagonista, The Wdding Band).

 

IAN SOMHERALDER > Boone – Il primo dei naufraghi a farci scoprire che sull’isola qualunque protagonista sarebbe potuto morire in ogni momento, dopo Lost ha lavorato parecchio, nell’horror Pulse, impersonando Marco Polo nell’omonimo tv movie, nella serie sfrontata e sfortunata Tell me you love me, e ottenendo poi una strepitosa popolarità grazie allo spietato vampiro Damon di The Vampire Diaries. Ora ha in programma altri due film per la tv.

 

MAGGIE GRACE > Shannon – La seconda a soccombere tra i naufraghi, ha trovato belle occasioni al cinema, iniziando con titoli come The fog – Nebbia assassina, Il club di Jane Austen e Io vi troverò (di cui è previsto un sequel), e proseguendo alla grande con  Innocenti bugie, The Experiment, Faster, gli ultimi due capitoli della Twilight Saga, Breaking Dawn, dove è la vampira Irina, e ha in preparazione Decoding Annie Parker e MS One: Maximum security, in cui affianca Guy Pearce, oltre che la commedia Relative Insanity, con David Duchovny.

 

 

MALCOM DAVID KELLEY > Walt – Il giovanissimo figlio di Michael, oggi dicannovenne, ha recitato nella serie teen Gigantic (già cancellata) ed è apparso in un episodio di The Closer.

 

 

RODRIGO SANTORO > Paulo – In Lost solo per una stagione con un dimenticabilissimo personaggio, è oggi una star del cinema, quello brasiliano di sicuro. Visto nell’epico 300 e nello storico Che, in due parti, sul rivoluzionario argentino, qui interpretato da Benicio Del Toro, e nel bellicoso There be dragon, ha ad attenderlo tre film, tra cui il romantico The blind bastard club, con la rock star Lenny Krawitz e il nostro Riccardo Scamarcio.

 

 

KIELE SANCHEZ > Nikki – Pure lei sepolta viva come Paulo perché del tutto inutile (per colpa di sceneggiatori indecisi), ha trovato ingaggi sia sul piccolo che sul grande schermo. Per il primo ha recitato in Samantha chi? ed è ora nel cast del poliziesco The Glades, per il cinema ha fatto Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie e il pauroso 30 giorni di buio.

 

 

 

 



    

martedì 24 gennaio 2012

EPPURE IL CINEMA ESISTEVA (PRIMA DI "BENVENUTI AL NORD")!

Successo strepitoso e (in)atteso per Benvenuti al Nord. Ma la gente solo in 
questi casi scopre il cinema?

Benvenuti al Nord sta ottenendo un successo che, per quanto prevedibile, si sta impegnando a superare ogni aspettativa. 854 copie distribuite che hanno portato nelle tasche di Medusa e Cattleya oltre 10 milioni di euro a neanche una settimana dall’uscita, costringendo ad arrossire di vergogna Benvenuti al Sud, che nello stesso periodo guadagnò circa 4 milioni. I multisala delle mie parti (Caserta e provincia) vittime di vere e proprie invasioni (non sempre pacifiche, ahimè! Ma c’è poco da sorprendersi: non tutti “sanno andare al cinema”), con relativo traffico d’auto in tilt. Roba che neanche a Natale, con De Sica e Pieraccioni. Film piacevolissimo, divertente, con la comicità made in Naples di Alessandro Siani, quella più arguta di Claudio Bisio, le performance sempre strepitose di Angela Finocchiaro (qui anche nei panni dell’anziana mamma) e la procace Valentina Lodovini di cui nessuno ricorderà il nome, non perché non sia brava, anzi, è bravissima, ma perché di lei si vuol ricordare ben altro. Ora, concedetemela questa riflessione, anzi, questa domanda: possibile che la gente si ricordi di quanto sia bello andare al cinema per farsi due risate, svagarsi, semplicemente per non pensare alle preoccupazioni quotidiane, solo con film come questo o con un Checco Zalone? Se poi si ha voglia anche di andare al cinema per riflettere, scoprire cose nuove, lasciarsi stupire da certi effetti speciali, ammirare il lavoro di registi e attori o anche solo per ricordarsi quant’è bella l’esperienza cinematografica, al buio, immerso in un mondo che è lì, è ora ed è solo per te, di film da scegliere non mancherebbero mai. Non faccio lo snob, anch’io andrò a vedere Benvenuti, così come il demenzialissimo Succhiami, ma, quando e se saremo stanchi di farci accogliere a Milano e dintorni, ricordiamoci che si può riflettere sul razzismo strisciante degli anni 60 con The Help, versare qualche lacrima per la tenera storia di Winter il Delfino e applaudire per uno degli attori che rende migliore il cinema italiano, quel Pierfrancesco Favino protagonista de L’industriale. Quasi certamente non si tratta solo di avere o meno passione per il cinema, ma di recepire meglio la propaganda e osservare con più cura il catalogo delle offerte, evitando di fare quello che i teenager (e non solo loro) fanno con la moda: seguire la massa.